In Sicilia sud-orientale, nella provincia di Ragusa, si trova uno dei due siti pilota italiani del progetto URBANFLOODS: il torrente Modica-Scicli. Un corso d’acqua a carattere torrentizio che scorre tra le città di Modica e Scicli, da cui prende il nome, e ha svolto un ruolo determinante nella conformazione del paesaggio, nello sviluppo urbanistico e nelle attività economiche del territorio, presentando, tuttavia, concomitanti criticità connesse al rischio idrogeologico.
Il torrente, spesso asciutto, ha origine dalla confluenza di due corsi d’acqua minori situati a nord della città di Modica e si sviluppa in direzione sud attraverso una valle stretta e tortuosa, che separa le colline circostanti.
Nella parte settentrionale, il torrente scorre profondamente incassato tra i ripidi rilievi della valle, caratterizzati da dislivelli altimetrici che raggiungono anche i 200 metri. Questa sezione è caratterizzata da gole tettoniche con pareti verticali modellate dai processi geologici.
Il tratto del torrente che attraversa il centro storico di Modica si presenta oggi tombato, a seguito di un intervento realizzato in seguito alla devastante inondazione del 1902, che provocò gravi danni alla città. Il tombamento del torrente, ritenuto necessario, fu finalizzato alla protezione dell’area densamente urbanizzata da ulteriori eventi alluvionali e alla creazione di maggiore spazio per lo sviluppo urbano.
Nel tratto che intercorre tra Modica e Scicli, il paesaggio si apre gradualmente, rivelando una più ampia valle delimitata da rilievi collinari di minore acclività. Qui, tra le caratteristiche naturalistiche di rilievo si trova una piccola cascata denominata Salto di Lepre, che delimita il confine naturale tra i due comuni e suscita l’interesse dei visitatori più avventurosi.
Il torrente giunge poi a Scicli, lambendo marginalmente il centro urbano a nord-ovest e descrivendo un’ampia ansa attorno al colle Jungi. Successivamente, il torrente raggiunge la pianura costiera, attraversando diverse aree agricole prima di confluire nel Mar Mediterraneo.
Lungo il suo corso, il torrente attraversa aree di notevole interesse storico e archeologico. Località quali la Grotta Maggiore, la Timpa Ddieri e l’area di San Francischiello, abitati sin dal Neolitico, testimoniano la duratura importanza culturale di questo territorio, che si configura come un peculiare crocevia tra natura e storia.
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Caratteristiche e Rischi idrogeologici
Il torrente Modica-Scicli presenta un regime idrologico intermittente, caratterizzato da prolungati periodi di siccità, interrotti da improvvise e intense piene in concomitanza di precipitazioni di forte intensità. Negli ultimi anni (2017, 2021, 2022 e 2023), diversi eventi alluvionali hanno arrecato ingenti danni a edifici residenziali, infrastrutture, terreni agricoli e agli argini fluviali stessi.
Fenomeni di dissesto idrogeologico, quali frane ed erosione, risultano notevolmente aggravati dalla natura calcarea del substrato geologico del territorio e dalla contiguità di infrastrutture critiche, quali arterie stradali, ponti e linee ferrate. Inoltre, i molteplici attraversamenti, sia in contesti urbani che rurali, rappresentano un potenziale pericolo per l’incolumità pubblica durante gli eventi alluvionali.
SVI.MED, ente no profit che si occupa di tematiche relative allo Sviluppo Sostenibile del Territorio, è il partner responsabile dello studio del presente sito pilota, in collaborazione con le amministrazioni comunali di Modica e Scicli. In sinergia con gli enti locali, SVI.MED ha individuato due aree particolarmente vulnerabili che saranno oggetto di studio, monitoraggio e modellizzazione nel corso del progetto:
– Modica: il tratto del corso d’acqua affluente, denominato Pozzo dei Pruni o Passo Gatta, ubicato a nord-est dell’area urbana di Modica, in posizione antecedente alla confluenza nel tratto coperto che attraversa il centro storico;
– Scicli: la sezione del corso d’acqua immediatamente precedente all’ingresso nell’area edificata di Scicli, compresa tra la contrada Fontanelle e la via Colombo.
Entrambe le aree menzionate sono state ritenute di particolare interesse dalle amministrazioni comunali, poiché hanno provocato problematiche di allagamento durante gli eventi estremi verificatisi negli ultimi anni e necessitano dunque di specifica attenzione ai fini della salvaguardia delle comunità locali.
Le due amministrazioni comunali coinvolte hanno manifestato un immediato e vivo interesse nei confronti del progetto URBANFLOODS, iniziativa volta a garantire la sicurezza delle comunità locali. Il Sindaco di Scicli, il Dott. Mario Marino, ha dichiarato:
“Le attività progettuali si collocano in sinergia con una serie di interventi che l’Amministrazione Comunale sta attuando per la mitigazione del rischio alluvionale; tuttavia, l’installazione di sistemi di monitoraggio a monte dell’abitato di Scicli apporterebbe un significativo valore aggiunto, consentendo l’allertamento della popolazione in tempo reale e con maggiore accuratezza in caso di eventi alluvionali.”
Anche l‘amministrazione comunale di Modica ha accolto con favore il progetto, vista la stretta correlazione tra il sistema urbanistico di Modica e i suoi corsi d’acqua. In particolare, l’area pilota individuata è ritenuta di peculiare rilevanza, in quanto è quella che ha generato problematiche e danni durante gli eventi di precipitazioni intense verificatisi nel recente passato. L’attività di monitoraggio di tale tratto consentirà all’amministrazione di acquisire strumenti atti a garantire la sicurezza degli abitanti.
SVI.MED, in collaborazione con amministrazioni comunali di Scicli e Modica, in sinergia con le università e le istituzioni provinciali e regionali che si occupano della gestione dei corsi d’acqua e della gestione del rischio alluvione, collaboreranno alle attività progettuali fornendo informazioni sui siti pilota, organizzando eventi di formazione e potenziamento delle capacità, realizzando incontri con gli stakeholder e curando la comunicazione e la divulgazione dei risultati del progetto.